Riflessione sul Dialetto 5

1) La lingua barese per quanto è per duttilità, elasticità, colorito, emotività e tradizione, ha in sé anche la possanza, la bellezza, la commozione e la descrittiva dell’Ellenica favella. (Davide Lopez: La Puglia agli albori della vita – Bari, 1952).

2) C’è ancora molta gente, che trova il proprio dialetto: duro, aspro, rude, inarmonico. È falso! È un dialetto che ha delle risonanze armoniose e una duttilità, che si gioga a rendere tutte le sfumature di un’anima in piena, come di un’anima gioiosa. (Francesco Babudri: Metropoli 27/5/1960, Bari)

3) Il dialetto nasce con noi come i capelli; la lingua nazionale si apprende in seguito e l’adoperiamo come la parrucca. È la stessa differenza che passa tra i denti naturali e la dentiera, che potrà dare un bel sorriso con denti non naturali, ma non sarà più sorriso del tutto “nostro”.  (Alfredo Giovine: Pulpe Rizze, Bari 1963)

4) Il dialetto non è una sottospecie della lingua, né una forma corrotta della lingua…la lingua nazionale non è la promozione, per meriti letterari e per combinazioni storiche, di un dialetto locale a diffusione e uso nazionali…il rapporto tra lingua e dialetto non può consistere in una precostituita gerarchia dei valori interni (estetici), o in una rigida genealogia di discendenza (storica)…il sistema di strati linguistici (che comunemente e complessivamente chiamiamo lingua)…la lingua, come opera d’arte e come fatto di storia, non nasce da combinazioni alchimistiche. (Oronzo Parlangeli: Per una carta dei dialetti italiani, 1965)

5) L’uomo è la realtà della natura, e tanto la lingua quanto il dialetto gli appartengono, come due fratelli, che per essere usciti dallo stesso grembo materno non si fondano, non si confondono ma nemmeno si eliminano. (Sac. Dott. Filippo Roscini: Così Parlava Matteo Spinelli – Giovinazzo 1968)

6) Dalla conoscenza della letteratura dialettale, ricchissima di aspetti umani e dallo studio del proprio ambiente, mediante la lingua, strumento insostituibile di ogni sapere, può salire più agevolmente verso la grande cultura, al cui centro, assetato di integralità, si trova sempre l’uomo. (Vittorio Tinelli: Da un dialetto all’italiano, all’uomo, Noci 1984)

7) Il dialetto è la tradizione, la lingua è l’innovazione sociale. (Dal libro: “Come parlare e scrivere meglio”, 1985)

8) La lingua italiana essendo nata volgare, deve ricorrere all’aiuto del dialetto se non vuole diventare astratta. (Domenico Breglia: Quando, dove e perché va usato il dialetto; estratto dal vol. Tradizioni Popolari” 23-24 maggio 1986)

9) La parlata dialettale caratterizza e distingue ogni comunità e ne esprime il fervore dell’intelligenza, la ricchezza dell’esperienza, l’orgoglio e il vanto della più antica origine. (G. d. M.: 9/9/85, Michele Cristallo: Dialetto non significa ignoranza Nicola Tarantino -medico- 1987)

10) Si assiste sempre più all’abbandono del dialetto, la qual cosa è vista come segno di promozione e distinzione sociale. Comune quanto errata e antistorica è la convinzione che esso sia una variante degradata e corrotta della lingua. (Dal volume: Il dialetto di Bitonto, Nicola Pice, Bitonto, 1990)

11) Il dialetto è anche materia di ricerca linguistica e di documentazione storica (molti documenti pugliesi del ’500 sono scritti in dialetto).  (Mario Cosmai: G.d.M. 30/11/1990)

12) Il dialetto è icastico, incisivo, ricco di calore, di colore, di spontaneità, d’immediatezza, qualità che non sempre sono rilevate nella lingua letteraria, aulica, accademica. (Michele Spinazzola: Vocabolario Etimologico del Dialetto Barlettano – Barletta 1990)

13) …Non si può conoscere compiutamente la storia di un popolo ignorando la storia del suo linguaggio (Dal volume: Dalle origini del dialetto pugliese, Stefano Leonardo Impero – Editore: Schena, 1990)

14) …La Regione Piemonte con una legge del marzo 1990 intitolata: <tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza dell’originale patrimonio linguistico del Piemonte> è intervenuta, con una serie di misure e iniziative (insegnamento, ricerca, informazione radio-televisiva, edizioni) a sostegno dei propri dialetti. A testimonianza emblematica di questo diffuso timore per la perdita di radici linguistiche, possiamo anche richiamare la recente costituzione, a Fasano, di una Associazione privata chiamata, specificamente, «Iniziativa dialetto». (Dall’articolo: Addio Dialetto arriva «italiano selvaggio» di Lino Angiuli (G.d.M. 12/11/91)

15) Il dialetto è un mondo completo, con una sua cultura, una sua forza, una sua caparbietà, una sua volgarità ed una sua gentilezza. (Andrea Zanzotto, poeta: da Rassegna delle Tradizioni Popolari N° 1, 1994)