Riflessioni sul dialetto 3

1) Il dialetto barese è Bari: la sua storia, la sua anima, la ragione stessa dell’esser suo.
(
Armando Perotti: Bari dei nostri nonni,  Corriere delle Puglie, Bari 14/7/1907)

2) Gli esercizi di traduzione dal dialetto costituiscono la parte più notevole dell’insegnamento dell’italiano nelle classi elementari. Nel raffronto tra le locuzioni dialettali e quelle della buona lingua italiana, i ragazzi trovano una facile palestra di addestramento e per una pronta corrispondenza della parola al pensiero e per la conoscenza delle regole più importanti di grammatica.
(
Pietro Centrelli: I dialetti nell’insegnamento della grammatica e della lingua secondo nuovi programmi – Bari 1924)

3) In primo luogo va assodato che i dialetti non sono nemici della lingua nazionale come spesso, con dannoso pregiudizio si crede.     (Francesco Babudri: Metropoli 27/5/1960, Bari)

4) Difendiamo il nostro dialetto a denti stretti, perché è certo che solo così potremmo domani vantare qualcosa di propriamente nostro, qualcosa d’intimamente sentito, che non può e non deve morire.  (
Pasquale Sorrenti: Metropoli 4/8/1960, Bari)

5) Il dialetto è più espressivo, la lingua più formale, distillata, epurata, intoccabile; appartiene a se stessa e bisogna saperla maneggiare coi riguardi dovuti; chi devia sbaglia  e paga.    (Rosaria Scardigno: Molfetta allo specchio, Molfetta 1963)

6) Nei momenti gravi e tragici, di dolore e in quelli di gioia, le nostre espressioni sono spontaneamente dialettali, quindi nate con noi e naturalmente sincere. Quando dobbiamo sottostare ad obblighi convenzionali, ad atteggiamenti voluti, allora diventiamo artificiosi, adottando la lingua ufficiale, e non siamo più noi.    (Alfredo Giovine: Pulpe Rizze, Bari 1963)

7) Quando ci esprimiamo in dialetto, ogni suono, ogni espressione, ogni parola che riusciamo ad articolare ci accende, perché ci dimostra che sotto una cenere e una patina magari nobili e dignitose, si cela ancora il fuoco del ricordo, consegnatoci da madre terra dei giorni d’infanzia. E quel fuoco non si era spento e oggi aggiungiamo che non poteva spegnersi.
(
Sac. Dott. Filippo Roscini: Così Parlava Matteo Spinelli – Giovinazzo 1968)

8) Il dialetto ha ancora un posto di primo piano nella comunicazione di tutti i giorni.  (Anonimo: 12/6/ 1983)

9) Chi non conosce il dialetto della propria terra, non può conoscere a fondo la storia. (Mario Cosmai: G.d.M. 18/5/1984)

10) Il patrimonio culturale del dialetto è ormai legato agli studi della linguistica, e troppo tardi si è compreso che poteva essere utile a scopi didattici.
(
Adele Pulice Lozito: Economia artigianale a Bari-Palese, Bari-1984)

11) Il dialetto è una lingua ancora viva in tante parti d’Italia per l’80% della popolazione.
(
Vittorio Tinelli: Da un dialetto all’italiano, all’uomo, Noci 1984)

12) È bene che il dialetto barese, rivolto al pubblico locale, non si limiti a determinare bisticci e giochi di parole, ma si riveli in tutta la sua asprezza espressiva vero e proprio comportamento e modus vivendi piuttosto che semplice mezzo d’espressione.
(
Gaetano D’Ella: I 30 anni del “Piccolo Teatro”)

13) La lingua italiana non ha una struttura statica, ferma nel tempo. Gli arricchimenti che le vengono dai vari dialetti sono spesso vitali e insostituibili.
(
Dal libro: “Come parlare e scrivere meglio”, 1985)